Un consiglio spassionato a chi visita la città di Matera: dovete assolutamente conoscere il suo artigianato, ricco nelle forme e nei colori. Una storia fatta di oggetti semplici che la città dei Sassi si porta dietro da tempi lontani.

L’artigianato, infatti, è la rappresentazione tangibile della creatività delle genti di un luogo e Matera non fa eccezione: ecco perché in questo articolo scopriamo insieme le tipologie di abilità artigiane che appartengono alla storia della nostra città.

 

Origini e oggetti dell’artigianato a Matera

Come ogni tipo di artigianato, anche quello materano prende vita da quotidiane necessità e si manifesta in oggetti dalle forme semplici e dalle materie prime facilmente reperibili quali terracotta, legno e tufo; non mancano, comunque, materiali più preziosi.

Nel corso dei secoli, gli oggetti di artigianato materano sono stati abbelliti con elementi decorativi che non lasciano nulla al caso. Un’arte antica che si evolve grazie alle sapienti mani di abili artigiani e giovani appassionati che hanno fatto di un hobby il loro lavoro creativo, riscoprendo tecniche tradizionali e unendole a quelle moderne per creare veri e propri oggetti di design.

Qui vi parliamo di alcuni oggetti di artigianato tipici della tradizione materana e di alcuni più recenti, nati per soddisfare il gusto di turisti che vogliono portare a casa un ricordo tangibile della città dei Sassi.

 

Il Cucù

Il Cucù è l’oggetto tradizionale più famoso a Matera. Si tratta di un fischietto in terracotta a forma di gallo con un foro laterale, comune anche nella vicina Puglia.

Cucù materani

 

Solitamente bianco con segni di pennellate dei colori primari sui lati, soffiando dalla sua coda ne viene fuori un suono cupo e bitonale che sembra proprio far “cu-cù”. La forma del gallo è una delle più comuni e più antiche: tale animale, infatti, è da sempre simbolo di fertilità, abbondanza e protezione. Basta pensare che giocattoli a forma di gallo sono stati trovati nelle tombe di bambini dell’VIII sec. a.C. sulla costa ionica lucana, che un tempo faceva parte della Magna Grecia.Con il passare dei secoli, il simbolismo di tale oggetto non è cambiato: piccoli cucù, infatti, venivano posizionati sulle culle dei bambini per proteggerli dagli spiriti maligni, essendo il gallo forte e vigoroso e pronto a battersi per difendere la sua famiglia. Era quindi, uno dei pochi giocattoli dei bambini dei Sassi e, stando ai racconti dei nostri nonni, c’era anche una giornata speciale in cui i bambini potevano riceverlo: era il giorno di Pasquetta, quando si approfittava dell’occasione per fare una piccola gita “fuori porta”, al margine del Sasso Caveoso, nella zona cosiddetta dei Cappuccini, dove ci si recava per passare qualche ora di spensieratezza e dove erano presenti merciai e bancarelle che vendevano i cucù.

Quale simbolo di fertilità e abbondanza, il cucù spesso veniva regalato il giorno della “trasit”, che nel dialetto materano vuol indicare l’ingresso ufficiale in una nuova famiglia, il momento in cui i genitori dei futuri sposi si conoscono e organizzano il matrimonio dei propri figli. In queste occasioni, il cucù aveva spesso dimensioni più grandi e una ricca decorazione sul dorso per comunicare l’amore per l’amata e, spesso, la ricchezza messa a disposizione dall’amato.

Come vedremo più avanti, la forma del gallo tornerà protagonista in un altro oggetto della tradizione materana, ancora una volta con un risvolto romantico.

Un cucù realizzato da un artigiano di Matera

Cucù di artigianato materano

 

Il timbro del pane

Il timbro del pane è un altro oggetto tipico della tradizione materana. Nasce da una esigenza pratica delle numerose famiglie che hanno popolato i Sassi fino alla fine degli anni Cinquanta: esso, infatti, veniva utilizzato per timbrare la massa del pane che le donne portavano a cuocere al forno pubblico e serviva a riconoscere il proprio pane, per evitare di confonderlo con quello di un’altra famiglia.

I timbri del pane erano realizzati in legno di solito dai pastori, abili intagliatori, che avevano molto tempo a disposizione nelle ore oziose del pascolo sulla Murgia. Ogni timbro recava, alla base, le iniziali del capofamiglia e una decorazione che poteva variare e avere significati diversi. Le decorazioni più comuni sui timbri del pane erano:

  • la torre (simbolo di fortezza e protezione);
  • l’arco (a rappresentare l’uscio di casa);
  • il gallo (ancora una volta a rappresentare fertilità e abbondanza).

Come per il cucù, anche il timbro del pane ha avuto un ruolo nelle vicende romantiche della vita dei Sassi. Mentre il cucù era un dono d’amore, regalato quando la coppia era già formata, il timbro del pane, invece, era utilizzato come dichiarazione d’amore. Infatti, spesso il giovane innamorato se ne faceva realizzare uno e lo lasciava la sera dietro l’uscio dell’amata. Se il timbro veniva portato in casa, significava che il corteggiamento poteva continuare, ma sei il povero innamorato lo ritrovava fuori l’uscio, a volte addirittura spaccato, significava che il corteggiamento non era gradito. È un simbolo forte, quello del timbro del pane: voleva comunicare il fatto che si era pronti a fare il pane insieme e, quindi, a formare una nuova famiglia.

Oggi che la tradizione di fare il pane in casa è tornata di moda, ci si può far realizzare un timbro da un artigiano di Matera con le proprie iniziali e personalizzare così le proprie produzioni caserecce.

Timbro del pane

 

Timbri del pane

 

Timbri del pane

 

Timbri del pane

 

 

Souvenir in tufo

Con lo sviluppo del turismo a Matera, sono nate anche nuove forme di artigianato che soddisfano la voglia dei visitatori di portare con loro un souvenir che sia una chiara rappresentazione dei Sassi: per tale motivo si è diffuso l’artigianato del tufo o, per essere più precisi, della calcarenite (la roccia tenera, ma compatta, in cui è scavata gran parte della città di Matera). Si tratta di piccole riproduzioni dei Sassi, casette arroccate su uno sperone roccioso che si prestano benissimo a diventare anche singolari presepi. La fantasia degli artigiani ha portato anche alla creazione di lampade traforate, portacandele, portaoggetti, ma anche piccoli monili come orecchini e collane.

Tante sono anche le ormai tipiche prese d’aria, vere e proprie decorazioni da parete, nate dall’esigenza di coprire le aperture dei condotti di aria delle nuove residenze e dei tanti ristoranti e B&B dei Sassi.

La produzione in serie ha sviluppato anche tecniche più semplici, che prevedono lo stampo di un composto fatto con polvere di calcarenite e un legante. La differenza la si può riconoscere osservando la granulometria del manufatto e, soprattutto, dal prezzo!

Sovenir vari in tufo

Sovenir vari in tufo

Oreficeria

Se in epoca rinascimentale, Matera aveva una sua bottega orafa con, addirittura, un proprio punzone di marcatura con la sigla MATA, oggi molti orefici si sono lasciati ispirare da elementi decorativi presenti sugli edifici storici della città o dai più comuni simboli. Non sarà difficile, quindi, trovare nelle oreficerie un pendente in argento con lo skyline dei Sassi a rilievo, uno con la forma di rosone della Cattedrale o un gallo stilizzato.

Tra le produzioni moderne, possiamo trovare anche monili realizzati con l’utilizzo di metalli riciclati e gemme incastonate che riproducono semplici “sassi” che diventano, così, dei veri e propri gioielli di tendenza.

Oreficeria a Matera

Oreficeria a Matera

 

Vasellame ceramico

Il vasellame ceramico è comune in tutto il Sud Italia. A Matera, diversi artigiani realizzano bellissimi esemplari di brocche, piatti, tazze e bicchieri. A volte sono decorati con colori sgargianti e motivi moderni e attuali, ma è facile trovare le classiche decorazioni floreali e l’immancabile gallo. Spesso li possiamo trovare sulle tavole di osterie e trattorie.

Vasellame di artigianato a Matera

 

 

Cartapesta

Infine, un accenno è d’uopo all’artigianato della cartapesta che esprime tutta la sua fastosa creatività nella realizzazione del Carro Trionfale delle Madonna della Bruna, un manufatto dalle grandi dimensioni che, in realtà, ha una vita pubblica breve, ma una lunga gestazione: si tratta, infatti, di un’opera che appartiene a tutti i materani e anche a qualche coraggioso visitatore.

Vediamo il perché.

Il carro trionfale reca in processione la statua della protettrice della città, la Madonna della Bruna, il 2 Luglio, giorno della festa patronale di Matera, molto sentita dalla popolazione locale. Per generazioni, famiglie di artisti cartapestai si sono alternate alla realizzazione di carri trionfali, mentre oggi giovani artisti si cimentano nella realizzazione di quest’opera le cui dimensioni sono di circa 12 metri di lunghezza, 3 metri di larghezza e 7 di altezza ed è ricco di statue, decori, dipinti ed elementi floreali variopinti.

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

Il carro trionfale, però, ha vita breve: è possibile ammirarlo solo alcuni giorni prima della festa, nella sua Fabbrica, dove per mesi gli artigiani hanno lavorato alla sua realizzazione. Il pomeriggio del 2 luglio, il carro lascia la Fabbrica per sfilare attraversando la città, per poi essere consegnato – al termine della festa – a una folla di materani scalpitanti nella piazza principale, che lo assalgono e lo distruggono: questo è il momento conclusivo e di sicuro più emozionante della Festa della Bruna, il cosiddetto “strazzo del carro”, durante il quale la popolazione si riappropria della sua identità, cercando di portare nelle proprie abitazioni un pezzo benedetto del carro.

Per fortuna, da pochi mesi, nei Sassi ha aperto un museo dedicato interamente alla Festa patronale: lì è possibile ammirare un carro trionfale a grandezza naturale e lasciarsi emozionare dalle capacità artistiche dei maestri artigiani materani.

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

 

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

Carro Trionfale Madonna della Bruna 2019

 

Un tour delle botteghe artigiane di Matera

Per conoscere dal vivo queste e altre attività artigianali, abbiamo ideato il tour delle botteghe artigiane di Matera, per conoscere la storia della città dei Sassi in un modo diverso dal solito: aspettiamo di accompagnarvi alla scoperta dell’artigianato a Matera!

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