Ogni regione e comune d’Italia è, in qualche modo, legato al Carnevale. Questa celebrazione, il cui nome deriva dal latino “Carne, vale!” (significa letteralmente “Carne, addio!”) in passato ricadeva in un periodo dell’anno in cui ogni trasgressione e abuso erano tollerati, in contrapposizione al digiuno e all’astinenza totale dell’imminente Quaresima. Le prime testimonianze relative al carnevale, infatti, parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali, in cui si sovvertiva l’ordine sociale vigente e si scambiavano i ruoli tradizionalmente imposti. 

 

Nelle case materane si banchettava con salsiccia, puntine e carne di maiale in genere, e non poteva mancare il tradizionale piatto di calzoni ripieni di ricotta dolce, un delizioso tipo di pasta fatta in casa e aromatizzata con cannella o con limone, condita con un ricco e succulento sugo di ragù di maiale: tutto ciò per prepararsi adeguatamente al periodo della quaresima.

La carne di maiale e il Carnevale a Matera: un legame antico

Il consumo di carne di maiale, in questo periodo, era ed è tuttora abbastanza comune: il carnevale, infatti, corrisponde proprio al periodo in cui viene ucciso il maiale. Tale evento, soprattutto in passato, rappresentava una vera e propria festa (non certamente per il povero maiale, sigh); il motivo è molto semplice: la vita, in passato, era dura e le famiglie contadine, vivendo in povertà, con l’uccisione del maiale riuscivano a nutrirsi per un anno intero della sua carne. In molte case comparivano, così, salsicce, pancette e capocolli appesi ad asciugare e, di tanto in tanto, affumicati al fuoco.

Le matinate

Insomma, il maiale era il vero e proprio protagonista del Carnevale, tant’è che a Matera, durante le tradizionali “matinate”  (canti di lodi in versi ma soprattutto di richiesta di doni che gruppi di suonatori portavano nelle case senza preavviso e di notte), uno dei canti più conosciuti iniziava con la frase “Aggje saput ca ha accis u purc” (“Ho saputo che hai ucciso il maiale”) e quindi “faccene assaggiare un po’”.

Le matinate rappresentano uno dei momenti più belli e divertenti del Carnevale a Matera. Ci spiace dover ammettere che questa tradizione sta via via scomparendo (è raro, ormai, vedere gruppi di amici e suonatori per le vie di Matera dirigersi verso le abitazioni di altri amici per far loro una sorpresa, mangiando e cantando tutti insieme); in passato, però, le matinate erano all’ordine del giorno, nel periodo di Carnevale, e chiunque – anche a notte inoltrata – poteva aspettarsi di trovare un nutrito gruppo di persone dietro la porta di casa, pronte a dare il via a piccole feste improvvisate, con la sola scusa di mangiare i prodotti derivati dall’uccisione del maiale o altre tipicità locali, tutte accompagnate da buon vino, anch’esso locale. In occasione delle matinate, venivano – e vengono tuttora – intonati tipici canti materani anche grazie all’utilizzo di strumenti appartenenti alla tradizione musicale locale come la cupa cupa, il tamburello, la fisarmonica ecc.

Ecco una testimonianza video di una matinata, realizzato dalla locale emittente locale TRM nel 1988:

Il Carnevale di Matera non sarà di certo paragonabile ai più famosi  Carnevali di Viareggio e Putignano, ma la valenza antropologica delle usanze legate al periodo carnascialesco nella città dei Sassi attribuisce a questo periodo dell’anno l’interesse e l’importanza che merita. Coraggio, vi aspettiamo a Matera per festeggiare con voi.

Link utili

Approfondimento sul Carnevale di Matera

Eventi di Carnevale 2019 a Matera